C’era una volta un ricco mercante, esasperato dal conflitto tra la propria moglie e la madre invadente. Egli amava profondamente la moglie e rispettava con devozione la madre che spesso permaneva presso l’abitazione del figlio anche quando egli era impegnato nei lunghi viaggi d’affari. Le due donne non perdevano occasione di sparlare l’una dell’altra rendendosi reciproci dispetti. Sebbene la moglie avesse ragione a lamentarsi dell’invadenza della suocera, il buon uomo non se la sentiva di allontanare la madre sola e ormai anziana. Un giorno, dopo l’ultimo litigio domestico , fu messo di fronte alla fatidica scelta: “o me o tua madre”.L’uomo allora prese posizione: ” Ho deciso cara che uccideremo mia madre, così non dovrai più subire le sue angherie. L’avveleneremo tra sei mesi, al mio ritorno dal prossimo viaggio. Nel frattempo tu, per allontanare ogni possibile futuro sospetto, comportati come una nuora devota e rispettosa, assecondala e mostrati in pubblico con lei in atteggiamento di amorevole cura. So che sarà per te uno sforzo ma è necessario per risolvere questa situazione ormai disastrosa.” La donna rimase perplessa ma obbedí al marito, comportandosi come la più devota delle nuore, tanto che la suocera , dapprima astiosa, iniziò a elogiare in pubblico le doti ammirevoli della sposa di suo figlio. Passarono i mesi ed il mercante tornò dal suo viaggio. Una sera il buon uomo chiese alla moglie quando volesse agire per avvelenare la suocera: la donna scandalizzata si ribellò, dicendo che solo un uomo duro di cuore non poteva vedere la dolcezza e la profondità d’animo  della suocera.

(Liberamente tratto da “i Ching”)


Il conflitto famigliare è spesso legato a divergenze solo apparentemente relative a fatti o accadimenti concreti: molto più spesso i litigi derivano dai significati personali che gli attori danno ad un comportamento. Il conflitto nasce da divergenze sui ruoli all’interno delle relazioni interpersonali, ma si manifesta in merito a contenuti concreti.

Watzlawitch sostiene che la comunicazione  umana contenga due livelli: un livello relazionale e un livello di contenuto. Sebbene le persone litighino molto spesso per fatti banali, il motivo reale del contendere riguarda la gestione del potere nella relazione. Entrambi i contendenti quindi coercano di guidare la relazione, facendo prevalere le proprie ragioni. Purtroppo spesso la ragione dipende dal punto di vista con cui la comunicazione viene osservata, capita spesso di pensare che tra due litiganti nessuno abbia completamente ragione o completamente torto, tuttavia nessuno è disposto ad ammetterlo, anzi si sforza in tutti i modi di dimostrare le proprie idee : Watzlawich definisce questa forma di conflitto un “gioco a somma zero” in cui il prevalere di una parte comporta la perdita uguale e contraria dell’altra.

Comunicare in modo efficace invece prevede invece il riconoscimento delle emozioni e dei pensieri dell’altro, cui si aggiungono i propri; la diversità di opinione diventa la base di partenza per arrivare ad un punto di incontro. Non sempre il conflitto viene risolto. Talvolta si verifica una accettazione della divergenza sul contenuto, senza tuttavia modificare gli equilibri della relazione. Inoltre , l’accettazione della divergenza permette di circoscrivere il conflitto in una singola area della relazione (es. gestione economica, educazione dei figli, organizzazione della casa) senza per questo mettere in discussione la funzionalità della coppia in altre aree.