Alcune strategie possono essere utili per evitare di appesantire situazioni di conflitto, soprattutto con i bambini:

-Ristrutturare in positivo – sapere che il proprio comportamento disturbante o capriccioso non è frutto di “cattiveria” o “negligenza”, ma può essere utile a qualcuno, predispone al dialogo. Milton Erickson sosoteneva che le persone agiscono al meglio di ciò che possono fare, il problema risiede invece in un repertorio limitato di strategie:  piuttosto che svalutare il bambino etichettandolo come cattivo o sbagliato può essere utile dare al comportamento una valenza positiva, verrà quindi a cadere il valore oppositivo del sintomo o della condotta e si troverà lo spazio per una nuova strategia comportamentale.
-Legittimare il comportamento disturbante che è sentito come impellente o non controllabile; tic, iperfagia, ansia, compulsioni, vengono vissute come fuori dal controllo. La frustrazione per la incapacità di controllare alcune manifestazioni fa sentire incapaci, colpevolizza e abbassa il senso di auto-efficacia. Permettere a sè stessi di cedere al sintomo, ripristina il senso di controllo e ne riduce spesso la frequenza e l’intensità.
-Fornire una doppia scelta o dare alternativa di scelta costringe a considerare percorsi comportamentali alternativi al proprio; ciò apre possibilità comportamentali inesplorate e riduce il conflitto. La persona sente di essere protagonista del cambiamento che, di solito, persegue in modo semplice ed efficace.